CHI SONO


Vive tra identità diverse, e teme oltre ogni cosa l'averne una sola. O avere una sola lingua madre. O avere una sola professione. O un solo paese amato. È affascinato dai traditori, anche se poi, visti a vicino, sono così deludenti.

Ha due grandi categorie di nemici: il gigione, e l'impiegato weberiano, « sine ira et studio ». Le due categorie si condensano nell'intellettuale: angelo sempre risentitamente decaduto, povero essere dilaniato tra l'impotenza di fronte alla realtà e l'onnipotenza del segno, piccolo borghese intrinseco, tutto testa che sogna con la testa di essere tutto pancia. Questo male culmina nel prof, il cui tratto distintivo è "la carnagione moralmente rosa" (Kracauer).

Come è ovvio da ciò che precede, è stato ed è prof, in Italia, in Francia, negli USA. Si è occupato di sociologia militare, di epistemologia dei metodi qualitativi, di suicidi collettivi e comunità morenti, di istituzioni totali e sette, di socializzazione primaria, di corporeità, di logiche del setting psicoanalitico, di folie à plusieurs, di leadership carismatica, di pensiero visivo e di immaginario sia individuale che collettivo. E' affascinato dal riprodursi dei sistemi sociali, dalla straordinaria quantità di obbedienza spontanea che essi riescono a garantire. Predilige tutto ciò che fa da cerniera tra l'individuo e il sociale.

Tenta di uscire dai segni e dai fantasmi cercando illusioni di realtà nelle organizzazioni complesse, nelle aziende e nelle istituzioni. Da consulente, inventa le loro identità, e metodologie originali per capirle. Com'è ovvio, scopre universi non meno deliranti delle società psicoanalitiche o delle università, ma che alla fine ogni tanto qualche conto con la realtà devono farlo.

Illuminista per progetto di vita se non per carattere, si schiera dalla parte della luce vs le tenebre. Odia il connubio amore-morte e il melodramma decadente che ci avvolge. Ama i linguaggi chiari e le cose dette chiaramente. Non pensa che l'inconscio sia meglio del conscio. Teme tutto ciò che vuole tornare all'origine, o cerca la purezza perduta, o vuole rifondare. Non riesce a distinguere l'ideologia dal discorso paranoico, e nell'uno come nell'altra vede l'incapacità a sopportare il caso, l'incertezza e l'ambiguità della realtà. Ovviamente, è ateo.

Adesso, si occupa di corpo.

 




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© 2007 enrico pozzi
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